Porto Selvaggio e le marine di Nardò: una guida per le tue vacanze

Comune tra i più importanti dell’intero Salento leccese, la bella Nardò ha conosciuto negli ultimi anni, coi suoi 32.000 abitanti, un rinnovato interesse per i visitatori di ogni stagione. Il centro storico, preziosissimo tripudio di arte barocca, è stato set di numerosi film di ambientazione pugliese.

La costiera che si può raggiungere dalla cittadina offre gioielli che lasciano a bocca aperta anche i visitatori più smaliziati e avvezzi a vedere luoghi di fascino antico.

Nardò, che fino al 1975 inglobava a livello amministrativo anche l’intero territorio di Porto Cesareo, è infatti il comune dove si trova la meravigliosa Porto Selvaggio, un’oasi naturalistica salvata dalla cementificazione negli anni ’80 grazie al sacrificio dell’assessore Renata Fonte, morta per difendere il luogo dalla mafia che offre pinete, mare cristallino e incontaminato, grotte preistoriche con un mare di scogli tra i più belli dell’intero litorale ionico salentino.

Le perle marine di Nardò: Sant’Isidoro…

Porto Selvaggio – inserita dal FAI tra i 100 ‘luoghi del cuore’ – divide in due le affascinanti marine che il territorio neretino offre ai suoi visitatori: a nord, spingendosi fino al confine con Porto Cesareo, è possibile trovare un punto di mare unico come Sant’Isidoro, famosa per la sua torre del sedicesimo secolo, per la vendita di pesce freschissimo e per una affollata baia di sabbia bianchissima meta di turismo gioioso e festante.

Vicino a questa spiaggia si possono fare escursioni a piedi o in bicicletta fino all’incontaminata Torre Squillace – il cui mare pare abbia ispirato la celebre ‘Acqua azzurra, acqua chiara’ di Lucio Battisti, assiduo frequentatore della zona – o verso Porto Cesareo fino alla Strea, zona quasi lunare di sabbia e rocce in cui spingersi per isolarsi dal mondo per una passeggiata o pedalata rigenerante.

…E Porto Selvaggio, la meraviglia inattesa

A sud, invece, Porto Selvaggio fa scivolare il visitatore – che giunge nell’oasi rigorosamente parcheggiando a Stare qualche chilometro di distanza dal punto di mare e raggiungendo a piedi o in bici la famosa baia – verso l’imponente Torre dell’Alto, guidandone il cammino attraverso la profumatissima pineta di Villa Tafuro.

Dalla Torre si gode vista dominante verso sud, fino ad abbracciare le vicine località di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno, autentici gioielli della costiera di Nardò (centro tra i più importanti dell’antica civiltà dei Messapi). Oltre quest’ultima frazione una montagna spaccata introduce verso il confinante territorio della bella Gallipoli; il paesaggio muta, la costiera cambia in modo impercettibile.

Nei pressi di Porto Selvaggio, sorgono numerose strutture ricettive, adatte per tutte le esigenze, tra cui Case Vacanze, Residence, Hotel e Villaggi Turistici, tra cui, ad esempio Porto Selvaggio Resort.

Santa Caterina e Santa Maria al bagno: la tradizione turistica neretina dal primo novecento

Ma le due preziose frazioni neretine, raggiungibili dal centro della città con una decina di chilometri di comoda statale, rappresentano fin dai primi anni del Novecento lo sbocco marino dell’alta borghesia salentina.

Qui è possibile trovare lussuose ville di grande fascino in stile liberty, fare il bagno in una piccola baia turchese che offre l’ingresso in una grotta semi-artificiale, gioia dei bambini più curiosi (la Stanza dei Bagni, nella ben attrezzata Santa Caterina, in cui si trova un’altra torre di avvistamento voluta da Carlo V per combattere i Saraceni).

Potete anche scendere nella spettacolare spiaggetta sottostante il centro storico di Santa Maria al Bagno, una delle località per eccellenza del turismo ionico e neretino, che offre al visitatore che la raggiunge scendendo da nord un colpo d’occhio assolutamente unico e invitante. Negli ultimi anni questa suggestiva frazione, deviando il traffico veicolare per creare un’oasi pedonale, è diventata famosa per una vivace movida notturna.

Come muoversi al meglio sulla costiera di Nardò

Se riuscite, provate come ho fatto io a esplorare il territorio delle marine di Nardò in bicicletta, cercando magari il fuoristrada più spinto con le ruote larghe di una mountain-bike, per visitare a venti all’ora uno dei punti più sorprendenti del Salento.

Una zona in grado di offrire diversità paesaggistica che spazia dalla roccia e terra rossa di Porto Selvaggio, della Palude del Capitano, di Torre Inserraglio, alla sabbia bianca di Sant’Isidoro e Santa Maria al Bagno col suo mare color verde-turchese intenso.

Cosa fare, vedere e mangiare nelle marine di Nardò

E proprio nelle spettacolari località della bella Nardò fatevi sedurre dai sapori salentini, gustando taralli, pucce e frise in riva al mare, assaggiando saporitissime olivette abbinate a formaggi primo sale dopo un piatto di gustose ‘fave e foglie’ (fave e verdure locali) o addentando un pasticciotto leccese ripieno di morbida crema (gli intenditori cercheranno la variante con crema e amarena), bevendo un rosato ghiacciato salentino nei locali della movida che si trovano anche sulla litoranea che passa vicino alla Torre Uluzzo di Porto Selvaggio e invitano solo a una sosta.

Durante l’inverno le marine di Nardò sono abbastanza disabitate, ma si registra nel nuovo secolo la crescita di un turismo vivace e curioso, soprattutto internazionale e nordeuropeo, che ha eletto il centro-città neretino come meta di visite, anche enogastronomiche, per le quattro stagioni.

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